Attivita

Biowafer è un progetto di tipo circolare in cui si impiegano processi produttivi integrati, che prevedono la cooperazione di diversi settori produttivi, e l’impiego di nuovi approcci biotecnologici e chimici.



Si articola nelle seguenti fasi:

 

 

Sistema di gestione degli scarti

(Resp.: SSICA – Stazione sperimentale per l’industria delle Conserve Alimentari)

 

Attività previste:

Analisi chimica e chimico-fisica degli scarti dell’agroindustria. In particolare si analizzeranno gli scarti provenienti da industria di trasformazione del pomodoro, dell’uva, del formaggio, delle olive;

Studio di processi per la conservazione e la stabilizzazione chimica e fisica degli scarti presi in considerazione; 

Studio sulla stagionalità dell’approvvigionamento delle materie da utilizzare.

 

Output attesi:

Protocollo di gestione degli scarti e sottoprodotti dell’agroindustria comprendente le tecniche per la loro conservazione e stabilizzazione e l’eventuale miscelazione degli scarti da destinare alle fasi successive;

Caratterizzazione chimica e chimico-fisica degli scarti e dei sottoprodotti dell’agroindustria.

 

Ottimizzazione dei processi fermentativi

          (Resp.: SITEIA.PARMA – Università di Parma)

Attività previste:


° Esplorazione di possibili ceppi microbici per la fermentazione di sostanze organiche (lipidi, carboidrati, proteine) in prodotti ad interesse cosmetico o nutraceutico;
° Reperimento di ceppi microbici idonei alle fermentazioni da collezioni commerciali o di Istituti di ricerca;
° Coltivazione dei microrganismi e loro applicazione alle fermentazioni di biomasse diverse in contesti di fermentatori di piccole dimensioni;
° Caratterizzazione dei prodotti ottenuti e valutazione della fattibilità del processo.

Output attesi:


° Ottenimento di acido ialuronico a partire da scarti e sottoprodotti dell’industria agroalimentare;
° Ottenimento di altri composti chimici di interesse cosmetico e nutraceutico a partire da scarti e sottoprodotti dell’industria agroalimentare;
° Riduzione dei costi di smaltimento degli scarti dell’industria agroalimentare;
° Valorizzazione economica degli scarti e dei sottoprodotti dell’industria agroalimentare.

  

Estrazione chimica eco-compatibile

(Resp.: BioDNA-Università cattolica del Sacro Cuore)

Attività previste:

° Sviluppo di tecniche estrattive che a partire da biomassa residua permettano una ottimizzazione del bilancio di massa globale così da ridurre i reflui, minimizzare i costi energetici e, al tempo stesso, ridurre l’uso di sostanze tossiche nei confronti dell’uomo e dell’ambiente.

Output attesi:

° Protocolli di estrazione eco-compatibili;

° Verifica della possibilità di ottenere molecole di interesse cosmetico e dermatologico con le caratteristiche richieste dal settore;

° Riduzione dei costi di smaltimento dei residui, sottoprodotti e coprodotti, dell’industria agroalimentare;

° Valorizzazione economica dei sottoprodotti e coprodotti dell’industria agroalimentare.

 

Digestione con larve

(Resp.: BioDNA-Università Cattolica del Sacro Cuore)

Attività previste:

° Biotrasformazione degli scarti con larve del Dittero Hermetiaillucens;

° Allevamento in condizioni controllate per la produzione di larve;

° Sviluppo di prototipo su scala ridotta per valutare l’efficienza di conversione delle differenti biomasse;

° Estrazione di: anidride carbonica, grassi destinati alla raffinazione per un impiego cosmetico, grassi particolarmente adatti per la produzione di biodiesel, proteine utilizzabili a fini energetici,peptidi bioattivi ad azione antimicrobica, composti vari.

Output attesi:

° Ottimizzazione del processo di allevamento e produzione larve per le differenti tipologie di scarti;

° Caratterizzazione chimica delle larve e delle biomolecole estraibili;

° Protocolli ottimizzati di estrazione.

 

 Recupero energetico e agronomico degli scarti

(Resp.: SITEIA.PARMA – Università di Parma)

Attività previste:

° Caratterizzazione dei residui ai fini energetici;

° Pirolisi/pirogassificazionedei residui in collaborazione con consulenti industriali;

° Caratterizzazione del biochar, e syngascon analisi chimiche, fisiche, morfologiche secondo metodologie standard ISO e OECD;

° Valutazione usi del biochar, anche non agronomici, e valutazione di fitotossicitào ecotossicitàsu piante e organismi modello;

° Prove di efficacia agronomica del biochar;

° Caratterizzazione del tar e possibile valorizzazione dei composti chimici in esso contenuti.

Output attesi:

° Biocharda applicare in campo quale ammendante del suolo;

° Syngas, gas sintetico da impiegare per la produzione di energia termica ed elettrica;

° Composti chimici di interesse estratti dal tar;

° Protocollo sugli usi del biochar;

° Riduzione dei costi di smaltimento dei residui dell’industria agroalimentare;

° Valorizzazione economica degli residui e dei sottoprodotti dell’industria agroalimentare.